La scomparsa di Giorgio Guazzaloca, l’incognita di una nostalgia.

La scomparsa di Giorgio Guazzaloca, l’incognita di una nostalgia. Funerale molto partecipato quello dell’exSindaco di Bologna. Virginio Merola lo ha ricordato come un uomo e un politico che aveva scelto di restare “libero e autonomo”. Non credo che abbia utlizzato casualmente questi aggettivi, di grande peso e attualità per chi amministra una città alle prese con un mondo politico circostante in  drammatico fermento. Achille Ardigò si era battuto, sempre con le armi della cultura e mai con quelle della politica, contro l’avvento del centro-destra a Bologna nel 99′. Lui riteneva, non a torto, che dietro quella svolta non c’era una cultura, tanto meno una cultura moderna, del welfare locale. Nonostante ciò era fermamente convinto che occorresse una svolta rispetto alle vecchie politiche consociative delle amministrazioni di sinistra della città. Non va dimenticato che la candidatura di Guazzaloca a Sindaco – come scrivono in questi giorni i giornali – nasce appunto dalle crepe di quella politica che vedeva coinvolte maggioraneze e, in parte, opposizioni nella gestione del potere locale. Occorre, però ,riconoscere che nella Giunta di Guazzaloca operarono anche persone molto valide e attente ai problemi della città, come l’ex Vicesindaco Salizzoni, l ‘attuale Ministro Galletti e altri. In particolare con questi ultimi due fu possibile dare gambe, nel 2002 –  con una intesa Cup2000-Comune di Bologna – a un progettto che stava particolarmente a cuore ad Ardigò: il servizio eCare ( telematico) per le persone anziane non del tutto auto-sufficienti (si arrivò ad assistere quasi quattromila anziani bolognesi). Guazzaloca, poi, nominò nel 1999 a presidente della società Cup2000 l’ex CEO della Weber, ing. Montefamelio, manager di scuola Fiat torinese. Una scelta estremamente valida e apprezzata da tutti noi, in particolare da Ardigò.  Montefameglio garantì per sei anni una guida manageriale competente, qualificata è stabile all’azienda protagonista di tante innovazioni. Certo, questo è solo un piccolo spaccato della politica di quel periodo, dove, come nei trasporti, vennero fatte anche scelte regressive (ad esempio sul tram). C’è da chiedersi come mai oggi, dopo quasi tre lunghi  lustri, ci sia nostalgia non di quelle politiche (di cui tra l’altro pochi parlano)  ma dell’uomo, di quella particolare figura politica ‘civica’. Forse la chiave della risposta è, ancora una volta, nelle parole del Sindaco di oggi.

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