ABBASSO LA LOMBARDIA! No, siamo tutti ‘lombardi’

Attaccare la Lombardia. Comunque. Oggi perché propone di riaprire le fabbriche il 4 maggio. Ieri perché ha costruito (in pochi giorni) un grande ospedale per acuti in un padiglione della Fiera di Milano, subito definito una  ‘cattedrale nel deserto’. Dimenticando che in Italia abbiamo un quinto dei posti letto di terapia intensiva della Germania, grazie ai tagli.  Questa Associazione  non è stata certo silenziosa nelle denunce delle cose che non vanno a Milano, ad esempio, al Pio Albergo Trivulzio.  Ma ritiene ingiusto che si guardi a una delle regioni più sviluppate d’Europa con un atteggiamento di parte, fazioso. Si denuncia (giustamente, come fa Report) che la campagna lombarda è inquinata dai liquami degli allevamenti intensivi. Ci siamo, però , già dimenticati dell’ parfum de porc che si respira in autostrada passando tra Modena e Reggio Emilia? Forse  il governo nazionale dovrebbe fare con urgenza una legge che regoli gli allevamenti intensivi. Se il Coronavirus ha colpito particolarmente Bergamo, Brescia e Milano , non è perché c’è da quelle parti Salvini, ma forse perché lì vive una delle più grandi comunità cinesi d’Europa che ha continui scambi con la Cina. Anche di questo dovremo pur parlare senza essere accusati di razzismo. Forse è bene che tutta l’Italia pensi a come riaprire subito le fabbriche se non vogliamo vivere solo di prodotti importati dalla Germania e dall’Olanda. Anziché inventare piani (in stridente contrasto con la nostra  Costituzione) per tenere fino a Natale gli anziani chiusi in casa.  Qualcuno poi ci dirà che fastidio danno i parchi pubblici aperti?  Dove si potrebbe passeggiare stando a  grande distanza? La verità è un’altra. Assistiamo, ogni giorno, a una politica fatta di improvvisazioni. Incapace perfino di dare qualche indicazione ai tanti  ragazzi e insegnanti che da tempo  sono a casa da scuola. Si propongono nuove tasse, di requisire i risparmi degli italiani (mica li hanno rubati quei soldi messi da parte!), dimenticando che perfino in tempo di guerra si era optato per un prestito pubblico (e non per la requisizione o l’inasprimento delle tasse). La verità è che siamo governati, ovunque, da una leadership politica del tutto impreparata a gestire un’Italia nel suo più difficile appuntamento con la storia. In questo siamo tutti ‘lombardi’. Nella foto la prima pagina di La Repubblica di oggi.

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