AMBARADAM CON QUALCOSA DI BUONO. COMMENTO DI FINE ANNO

 Un commento di fine anno? Cosa dire di questo 2019 che sta finendo? Che è successo un po’ di tutto. In particolare nella politica. L’Italia è partita con un governo populista (lega cinque stelle) e si ritrova, con lo stesso presidente del consiglio, con un governo quasi di sinistra. Negli ultimi tempi, poi, mentre le regioni, anche quelle del sud, diventavano leghiste  – un’adesione peraltro abbastanza sorprendente a un partito che era fino a poco tempo fa  per la secessione della Valle Padana dal resto dell’Italia – nel centro Nord è nato il movimento delle cosiddette sardine. Così tante persone, che prima stavano chiuse in casa in preda alla rabbia o alla tristezza, sono ritornate in piazza. La cosa è buona ma un po’ strana: si tratta di un movimento di protesta che per la prima volta nella storia anziché prendere di mira il governo e i poteri costituiti se la prende con l’opposizione.  Insomma sembra che in Italia tutto sia sotto sopra. Un sautentico ambaradan. Forse pochi sanno che questo termine deriva dalle vicissitudini della guerra d’Abissinia del 1935-36. L’Amba Aradam è un altopiano montuoso dell’Etiopia . Durante una battaglia le truppe italiane erano alleate con alcune tribù locali ma, a seconda delle trattative in corso, alcune di queste si alleavano a loro volta con il nemico, per poi ritornare con i soldati italiani. La battaglia fu vinta alla fine  dalle camicie nere che ripresero il controllo della situazione. Ma per questa storia rimando al mio nuovo romanzo che ho pubblicato di recente.

Segnalo invece che qualcosa di più interessante sta accadendo nella nostra città, dove la scuola Achille Ardigò del Comune di Bologna, sorta da un accordo di collaborazione con la nostra associazione, ha iniziato a studiare il Welfare di Comunità. E lo fa con un programma intenso di corsi formativi senza ricercare affannosamente titoli e titoletti di giornale. È un tentativo, molto serio, di riprogettare, su nuove basi, innanzitutto rispettosi dei diritti dei cittadini, il sistema assistenziale. Se questo progetto – che prevede la collaborazione del settore pubblico con il volontariato e l’iniziativa privata – avrà successo, Bologna diventerà probabilmente la capitale di una proposta di riforma dell’intervento dello Stato. Per dare nuovi servizi e nuove garanzie ai cittadini. Forse quest’ultima cosa è molto più seria di tutto quello che ha intasato le prime pagine nei mesi di quest’anno. Buon Natale

Mauro Moruzzi

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